A volte provo a capire i posti difficili. Qui, sinceramente, non mi è venuto naturale.

Bucarest non mi è piaciuta.

E questa volta non ho nemmeno troppa voglia di girarci intorno.

Ci sono città brutte ma interessanti. Città dure ma vive. Città sporche ma piene di carattere. Città che all’inizio respingono e poi, se le guardi meglio, ti lasciano almeno un motivo per non liquidarle.

Bucarest, con me, non ci è riuscita.

L’ho trovata brutta, pesante, disordinata, poco piacevole da attraversare. Una di quelle città in cui cammini senza sentire davvero curiosità, ma più la voglia di chiudere il giro e passare oltre.

Il centro mi è sembrato un grande caos senza fascino.

Non quel caos bello, umano, vivo, che in alcune città diventa identità. Piuttosto un disordine stanco, rumoroso, a tratti volgare, con un’atmosfera che non mi ha preso mai davvero.

Anche le terme, che dovrebbero essere una delle esperienze più consigliate, mi hanno lasciato poco. Me le aspettavo rilassanti, piacevoli, quasi il motivo per salvare la tappa. Invece le ho trovate sporche, troppo affollate, lontane dall’idea di benessere che avevo in testa.

E quando nemmeno il posto che dovrebbe farti stare bene funziona, il giudizio diventa abbastanza semplice.

“Bucarest non mi ha deluso perché mi aspettavo troppo. Mi ha deluso perché non mi ha dato quasi niente da salvare.”

Magari qualcuno la vive diversamente.

Magari c’è chi trova fascino nella sua decadenza, nella sua storia difficile, nelle sue contraddizioni, nel suo essere una capitale ancora piena di ferite urbane.

Lo capisco.

Ma non è scattato nulla.

Non ho sentito il bisogno di approfondire, di difenderla, di cercare poesia dove io, onestamente, ho visto soprattutto fatica.

Ci sono città che chiedono pazienza. Bucarest, con me, l’ha finita presto.

Bucarest resta una delle città che meno mi hanno convinto.

Non perché ogni viaggio debba essere bello. Non perché ogni capitale debba emozionare. Ma perché almeno qualcosa, di solito, arriva: un’atmosfera, una strada, una piazza, una sensazione, un dettaglio.

Qui poco.

Troppo poco.

Una città brutta, un centro che non mi ha lasciato nulla di buono, terme sopravvalutate e una sensazione generale di disagio più che di scoperta.

Non la consiglierei.

Non ci tornerei.

E non mi sforzo nemmeno troppo di renderla più poetica di così.

Perché ogni tanto anche il viaggio ha bisogno di una frase semplice:

no, questa proprio no.