Ha musica, carattere e un’anima scozzese vera, ma io l’ho trovata scura, pesante, poco capace di prendermi.

Ci sono confronti che non aiutano.

E Glasgow, vista dopo Edimburgo, parte malissimo.

Perché Edimburgo è una città che sembra uscita da un romanzo gotico. Ha pietra, pioggia, castelli, pub, fascino, malinconia, una bellezza immediata e potentissima. È una di quelle città che, appena ci cammini dentro, ti fa pensare che l’atmosfera esista davvero.

Poi arrivi a Glasgow.

E il cambio è durissimo.

Non dico che Glasgow non abbia identità. Anzi, forse ne ha anche troppa. È una città vera, operaia, musicale, ruvida, con un carattere forte e un’energia scozzese molto riconoscibile.

Però a me non è piaciuta.

Glasgow mi è sembrata scura.

Non solo per il cielo, per la luce o per i colori.

Scura proprio come sensazione.

Più nera, più dura, più pesante. Meno romantica di Edimburgo, meno elegante, meno capace di trasformare la pioggia e il grigio in fascino.

Edimburgo usa il buio per creare atmosfera.

Glasgow, almeno per come l’ho vissuta io, sembra invece restarci dentro.

La cosa che salva qualcosa è la musica.

Quell’atmosfera scozzese nei pub, le voci, gli strumenti, la gente, quella sensazione di città che magari non ti conquista negli occhi, ma prova almeno a prenderti dalle orecchie.

E qualcosa arriva.

Non abbastanza da farmela amare, ma abbastanza da non liquidarla del tutto.

“Glasgow mi ha ricordato che una città può avere carattere senza riuscire per forza a piacerti.”

Forse Glasgow va capita diversamente.

Forse bisogna starci di più, viverla meglio, entrarci dentro senza il paragone immediato con Edimburgo.

Può darsi.

Ma il viaggio è anche impressione diretta, sensazione, pelle.

E la mia sensazione è stata chiara: Glasgow non mi ha preso.

L’ho trovata dura, cupa, poco accogliente. Interessante in alcuni tratti, sì, ma non bella nel modo in cui una città riesce a farti venire voglia di restare.

Glasgow ha carattere, ma non sempre il carattere basta a creare fascino.

Quando ripenso a Glasgow, non penso a una città sbagliata.

Penso a una città che non era nelle mie corde.

Ha musica.

Ha identità.

Ha una Scozia più ruvida e meno da cartolina.

Ma dopo Edimburgo il confronto diventa quasi inevitabile, e per me Glasgow ne esce malissimo.

Troppo scura.

Troppo pesante.

Troppo distante da quel tipo di atmosfera che cerco quando una città deve lasciarmi qualcosa.

Non ci tornerei con entusiasmo.

Non la consiglierei come priorità.

La rispetto, perché ha una sua voce.

Ma non tutte le voci ti arrivano bene.

Glasgow, con me, non ci è riuscita.