Benidorm è un tuffo negli anni ’80 con lo skyline del futuro
Una città esagerata, verticale, rumorosa, piena di vita: non ci vai per cercare poesia, ci vai per divertirti.
Benidorm è una di quelle città che non devi prendere troppo sul serio.
Se ci arrivi cercando eleganza, silenzio, autenticità pura o grandi profondità culturali, probabilmente sbagli approccio. Benidorm non vuole essere questo.
Benidorm vuole luci, mare, palazzi altissimi, locali pieni, musica, inglesi ovunque, serate lunghe, spiagge affollate, cocktail, insegne, casino, energia.
È una città strana.
A tratti sembra rimasta negli anni ’80, con quella sua atmosfera da turismo popolare, vacanze organizzate, hotel enormi, locali vecchio stile e divertimento senza troppe pretese.
Poi alzi lo sguardo e vedi i grattacieli.
Tanti.
Altissimi.
Quasi irreali.
E sembra improvvisamente una città del 2200 costruita sopra un ricordo del passato.
Questa contraddizione è il suo fascino.



Benidorm non è raffinata.
Non prova nemmeno a sembrarlo.
È diretta.
È sfacciata.
È una città che punta tutto sulla vita, sul movimento, sul divertimento. Di giorno mare, spiaggia, lungomare, palazzi che sembrano non finire mai. Di sera locali, musica, gente per strada, caos buono, quella sensazione da vacanza dove nessuno vuole davvero comportarsi troppo bene.
E ogni tanto serve anche questo.
Non tutti i viaggi devono essere pieni di introspezione, musei, silenzi, tramonti profondi e frasi da ricordare. Alcuni posti funzionano perché ti fanno staccare la testa.
Benidorm fa esattamente questo.
Ti butta dentro una bolla di energia.
Una città costruita per divertirsi, senza troppa vergogna e senza troppa eleganza. E forse proprio per questo riesce a essere simpatica.
“Benidorm non finge di essere profonda. Ti guarda, accende le luci e ti dice semplicemente: divertiti.”
La cosa più assurda è la sua estetica.
Perché Benidorm sembra davvero un errore urbanistico diventato identità.
Palazzoni ovunque.
Spiaggia sotto.
Montagne dietro.
Mare davanti.
Locali accesi.
Una specie di Las Vegas mediterranea, ma con meno glamour e molta più vacanza popolare.
Eppure funziona.
Magari non la metteresti tra le città più belle viste in Spagna. Magari non è quella che consiglieresti a chi cerca arte, cultura o romanticismo. Però se uno vuole movida, vita, estate, leggerezza, Benidorm ha senso.
Ha tantissimo senso.
È una città che conosce il suo pubblico e non si vergogna di piacergli.

Quando ripenso a Benidorm, penso al divertimento.
A una città che non pretende di lasciarti grandi lezioni, ma una serata piena sì.
Penso a quella sensazione di vacanza pura, senza troppi filtri, senza troppe aspettative culturali, senza il bisogno di nobilitare tutto.
Benidorm è così.
Un tuffo negli anni ’80 con palazzi da futuro.
Una città un po’ assurda, un po’ kitsch, molto viva.
Non la sceglierei per ritrovarmi.
La sceglierei per perdermi un po’ tra musica, mare, luci e movida.
E a volte va benissimo così.