Bellissimo l’affetto verso gli italiani. Bello un rooftop con vista. Per il resto, per me, croce nera.

Tirana non mi ha preso.

E anche qui non ho troppa voglia di costruire una difesa artificiale.

Ci sono città che magari non sono belle, però hanno un carattere. Città disordinate ma vive, brutte ma interessanti, dure ma capaci di lasciarti almeno una sensazione precisa.

Tirana, con me, non ci è riuscita.

L’ho trovata poco affascinante, poco armoniosa, poco piacevole da attraversare. Una città che sembra muoversi tanto, crescere tanto, cambiare tanto, ma senza riuscire davvero a diventare bella ai miei occhi.

La cosa più bella, onestamente, è stata la gratitudine verso gli italiani.

Quella si sente.

E merita rispetto.

C’è un rapporto umano, culturale, quasi affettivo, che in Albania percepisci subito. Ti accolgono bene, ti parlano con simpatia, ti guardano spesso con una familiarità che in altri Paesi non trovi. Questa cosa è bella, ed è forse la parte più autentica del viaggio.

Per il resto, però, Tirana mi ha lasciato poco.

Salvo un rooftop con vista sulla città.

Uno di quei posti in cui, almeno per un momento, guardando tutto dall’alto, la città sembra funzionare meglio. Le luci, il caos visto da lontano, i palazzi, il movimento, quella sensazione che da sopra tutto diventi un po’ più ordinato.

Poi scendi.

E torna la realtà.

“Tirana mi ha lasciato una cosa bella: il calore verso gli italiani. Il resto, sinceramente, molto meno.”

Forse Tirana è una città in trasformazione.

Forse bisogna leggerla come capitale giovane, irregolare, ancora in costruzione, piena di energia ma non ancora di bellezza.

Può darsi.

Però il viaggio è anche impressione diretta.

E la mia impressione è stata chiara: non mi è piaciuta.

Non mi ha fatto venire voglia di camminare ancora.

Non mi ha incuriosito abbastanza.

Non mi ha dato quella scintilla che anche città difficili, ogni tanto, riescono comunque a darti.

A volte una città funziona meglio vista dall’alto. Tirana, per me, è stata una di quelle.

Quando ripenso a Tirana, non penso a una città da consigliare.

Penso a una tappa che ho fatto, che ho visto, che posso dire di aver attraversato, ma che non mi ha lasciato voglia di tornare.

Salvo le persone.

Salvo quel sentimento bello verso gli italiani.

Salvo il rooftop.

Salvo qualche momento isolato.

Ma la città, nel complesso, no.

Troppo poco fascino.

Troppa confusione.

Troppa poca bellezza.

E allora anche qui la frase è semplice: ci sono posti che provo a capire, anche quando non mi conquistano subito.

Tirana no.

Tirana, per me, resta croce nera.